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<title><![CDATA[Parole di Zia Uvetta - Post]]></title>
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<description><![CDATA[Blog - Ultimi post]]></description>
<lastBuildDate>Mon, 22 Mar 2010 12:49:00 GMT</lastBuildDate>
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<title><![CDATA[Gomorra...e Sodoma]]></title>
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<description><![CDATA[<p>Alla fine Saviano ha ceduto...</p><p>E non &egrave; una sconfitta, non per lui almeno. La disfatta &egrave; dello Stato.</p><p>Lo scrittore ci ha messo tutto (e forse pi&ugrave;) il possibile, ha denunciato, si &egrave; esposto, ha divulgato, ha sacrificato la propria esistenza quotidiana finendo per diventare lui il carcerato di fatto.</p><p>Non ha neppure 30 anni ed &egrave; come se sulle spalle se ne portasse 100.</p><p>Teme per s&egrave;; ma non per la propria vita: leggendo la sua intervista ci&ograve; che traspare &egrave; la paura di perdersi, di non essere pi&ugrave; se stesso, di trasfigurarsi. E' questo che andr&agrave; cercando fuori dall'Italia: la possibilit&agrave; di tornare ad essere quel che era prima di quel gesto immenso che ha toccato tanti, ma non sufficientemente a fondo da permettergli di non essere vittima.</p><p>La sconfitta dicevo &egrave; dello Stato. Non di qualche funzionario, del governo o di un ministro: del sistema Italia nel suo complesso, politica, forze dell'ordine, societ&agrave; tutta. Nonostante gli sforzi, le retate, i colpi alla malavita assestati negli ultimi mesi, nonostante tutto Saviano non si sente supportato dalla societ&agrave; civile, da quella stessa gente che lui voleva affrancare dalla camorra.</p><p>Non si pu&ograve; certo puntare il dito sui singoli che temono per la propria incolumit&agrave; nell'accettare Saviano come coinquilino o vicino di casa. Le paure non possono essere giudicate, sono sentimenti. Il dito va puntato su tutti noi indistintamente, che non riusciamo a far sentire la nostra presenza. </p>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/gomorrae_sodoma.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 10:10:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[La strage irrefrenabile]]></title>
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<description><![CDATA[<p>Mi occupo di sicurezza sul lavoro da 16 anni, quel che dico lo dico con cognizione di causa.</p><p>Due giorni fa 6 morti, di cui 4 dipendenti comunali (ci&ograve; significa che il datore di lavoro responsabile &egrave; il Sindaco...) a Mineo (Catania).</p><p>Solo alcuni delle centinaia che ogni anno si aggiungono alle migliaia gi&agrave; seppellite. Per chi come me fa questo lavoro ci&ograve; che appare sempre sconvolgente &egrave; il susseguirsi di morti uguali, per gli stessi motivi. Stupisce maggiormente in quest'ultimo anno durante il quale i media si sono scatenati attorno alla questione (non che prima i morti non ci fossero, anzi...) tanto da spingere l'ex governo Prodi a emanare il famoso e famigerato Testo Unico (D.L. 81/08) che, detto tra di noi, non serve a nulla: mera operazione di immagine politica per dimostrare che chi comanda fa qualcosa. Le leggi precedenti (a partire dal d.l. 626/94) andavano benissimo, potevano essere ritoccate o aggiornate, ma non c'era la necessit&agrave; di un nuovo testo.</p><p>Ci&ograve; di cui c'era bisogno, e di cui c'&egrave; ancora bisogno perch&egrave; nulla &egrave; variato in tal senso, sono i controlli. Una azienda italiana RISCHIA (che significa non che avr&agrave;, ma che FORSE avr&agrave;) un controllo da parte degli enti (azienda sanitaria, direzione del lavoro, ecc) ogni 70 ANNI... (media nazionale per tutti i comparti produttivi, i distinguo quindi ci sono...)</p><p>Prendevano tutti i fannulloni pubblici di cui si parla a ogni pi&egrave; sospinto, li formavano, e li mettevano in strada: andate e controllate. Ecco pronto un esercito di ispettori (direzioni provinciali del nordest hanno 3-4 ispettori per tutta la provincia...) che finalmente si guadagna meritatamente lo stipendio da noi pagato.</p><p>Invece hanno aumentato le sanzioni e le incombenze burocratiche, con nessuno in grado di verificare e sanzionare. Bell'affare!</p><p>Ma torniamo ai morti. Cosa &egrave; mancato a quesi lavoratori del catanese? L'informazione e la formazione. Come &egrave; possibile che, dopo decine di morti in cisterne e silos per esalazione di gas tossici, esistano ancora lavoratori che non sanno come proteggersi, che non conoscono il rischio reale dovuto ai prodotti coi quali operano? Come &egrave; possibile che i lavoratori non conoscano i loro doveri? Ovvero l'obbligo di attenersi alle istruzioni del datore di lavoro, l'obbligo di non manomettere i sistemi di sicurezza, l'obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale? Come &egrave; possibile che il datore di lavoro non abbia dato istruzioni precise al riguardo? E se le ha date, come &egrave; possibile che non si sia accertato che i suoi lavoratori avessero inteso perfettamente cosa tali istruzioni volevano significare? Come &egrave; possibile?  </p>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/la_strage_irrefrenabile.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 13:47:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Gomorra...il film]]></title>
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<description><![CDATA[<p><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/paroladiziauvetta/blog/imm_212.jpg" border="0" alt="imm_212" title="imm_212" width="150" height="212" /></p><p>averi voluto prima leggere il libro, ma non mi &egrave; stato possibile. il film &egrave; nelle sale e il richiamo &egrave; stato forte. di fatto, credo, l'averlo visto non toglier&agrave; nulla alla lettura perch&egrave; mi pare che il libro sia servito solo come spunto. nel film non c'&egrave; una ricostruzione dettagliata, fedele e giornalistica dei traffici della camorra.</p><p>l'intento del film, perfettamente centrato, &egrave; quello di rendere visibili degli scorci della vita della Napoli incatenata alla malavita. ci&ograve; che viene mostrato sono istantanee di tante piccole enormi situazioni, simboli di mille altre realt&agrave; ai pi&ugrave; sconosciute.&nbsp;</p><p>film magistralmente retto da un alone documentaristico; gli attori sono intensi, dalla fisicit&agrave; non cinematografica, credibilissimi nelle loro esagerazioni. perfetti scenari e scenografie, ambientazioni e ricostruzioni.</p><p>coraggiosa la scelta di non indulgere sulle responsabilit&agrave;, enormi, del ricco nord industriale che riversa nel napoletano (e non solo) i propri rifiuti tossici. calcare la mano su questo aspetto avrebbe portato a una sorta di legittimazione, di alibi morale per chi commette reati senza esserne costretto con la forza. la tentazione di scaricare le colpe dove comunque ci sono avrebbe vanificato l'intento di far emergere l'enormit&agrave; del potere camorrista.</p><p>due piccole critiche:</p><p>- un eccesso di facile buonismo/moralismo nel momento in cui il giovane aiutante di servillo/trafficante di rifiuti abbandona il business redditizio per un sussulto di coscienza. pi&ugrave; realistica la conclusione della vicenda del sarto, diventato camionista </p><p>- un'assenza di trama di collegamento fra i vari episodi raccontati: sembrano foto tolte da album di famiglie non parenti. tutte belle, efficaci, significative. ma essendo un film forse ci sarebbe voluto uno sforzo narrativo maggiore&nbsp;</p><p>una sottolineatura, per chi non ha mai visto Report o simili inchieste: chi entra in una boutique di marca e spende centinaia se non migliaia di euro per capi che promettono fattura artigianale e materie di qualit&agrave; elevatissima dovrebbe sapere che l'80% di tali capi vengono prodotti in fabbriche abusive, italiane quanto straniere (cinesi in primis), ove vengono impiegati operai in nero, sotto pagati, sfruttati economicamente e fisicamente. abiti da 20 mila euro vengono pagati dalla casa madre a questi produttori dai 30 ai 50 euro.&nbsp;</p>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/gomorrail_film.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 22:12:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Perchè sì? Perchè no?]]></title>
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<description><![CDATA[<p>E' da molto tempo che non avverto pressante la spinta a scrivere su questo blog. Un perch&egrave; preciso non c'&egrave;; ce ne sono molti, confusi o puntuali, che mi pare poco utile tentare di elencare.</p><p>Durante i primi&nbsp; mesi di questo 2008 ce ne sarebbero state di cose da scrivere, ad esempio, riguardo alla politica, le elezioni, il decisionismo, ecc ecc ecc</p><p>Ancor prima, e durante, di materiale personale ne avrei potuto sviluppare a bizzeffe.</p><p>Ci&ograve; che mi ha impedito di tradurre il tutto in parole &egrave; stata, in soldoni, una domanda sola: &quot;a che pro?&quot;. Un tempo scrivere mi permetteva di focalizzare, di vedere realmente con i miei occhi ci&ograve; che solo sentivo internamente e percepivo a contorni sfocati. Ammetto che ora questa esigenza &egrave; meno urgente: non so dire se realmente ho sviluppato la capacit&agrave; di vedere ancor prima di cercare le parole per descrivere o se &egrave; una pia illusione. Di fatto per&ograve; il &quot;diario&quot; inteso come sfogo, come sfiato delle tensioni, come ricerca di equilibrio non mi &egrave; pi&ugrave; necessario.</p><p>E allora, a che pro riempire pagine virtuali? Ma poi, era questo il motivo per cui avevo aperto questo blog?</p><p>Questa &egrave; la domanda che mi ha seguito per un po' nelle ultime settimane, durante le qualli il prurito alle mani si faceva sentire pi&ugrave; del solito, il desiderio di tornare a scrivere anche qui faceva capolino nella mia nebbiosa testolina.</p><p>No, non ho iniziato questo blog a mo' di sfogo mediatico. Il mio intento era di condividere sensazioni, pensieri e riflessioni. Che poi per condividere finissi anche per trovar utilit&agrave; personalissima era altra questione.</p><p>Quindi, perch&egrave; no? Perch&egrave; non riprendere? Nulla osta. E allora mi sono timbrato e firmato e bollato il mio personale nulla-osta.</p><p>L'unica cosa che mi rammarica un pochino &egrave; che mi piacerebbe assai che condividere non fosse a senso unico, ma che maggiore fosse la partecipazione.</p><p>Tutto non si pu&ograve; nella vita avere, e allora tanto vale dare e poi, in caso, se proprio ci si riesce, ricevere.&nbsp;</p>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/perch_s_perch_no.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 09:05:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Treno-NO]]></title>
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<description><![CDATA[<p>ci volevano le ferrovie dello stato per farmi venir voglia di tornare a scrivere qui...</p><p>io non amo il treno, per tanti motivi: non tollero bene le costrizioni, il dover essere legata a orari (peggio sopporto i ritardi degli orari-costrizione), il dover correre per non perdere le coincidenze, il non poter decidere di partire prima o dopo. mi adatto facilmente, anche allo sporco, ma un certo ribrezzo mi fanno le condizioni usuali in cui versano gli italici vagoni... per non parlare delle toilette (italicamente cessi...).</p><p>inutile dire che per&ograve; se si deve, o sulla carta conviene, il treno sarebbe (nella teoria) un gran mezzo.</p><p>oggi mi &egrave; capitato di dover fare una traversata, non atlantica ma padana, da udine a corbetta (poco ridente cittadina tra milano e novara). gi&agrave; in quel di udine mi aspettano ai binari degli avvenieristici monitor LCD: 12 per banchina, una trentina di pollici l'uno, piazzati strategicamente in modo tale da oscurare i display con orari e indicazioni dei treni in transito. ma l'utilit&agrave; dei video, che trasmettono contiuamente e unicamente (pacatamente e sinceramente) solo spot pubblicitari, circa 6 a rotazione, sempre gli stessi 6, dicevo tale utilit&agrave; &egrave; davvero superiore a quella delle informazioni sui treni.</p><p>stesso scenario a mestre. a milano centrale non saprei dire perch&egrave; ero intenta a correre tra un binario e l'altro per pigliare in tempo un regionale.</p><p>la traversata, tra mestre e milano, &egrave; stata particolarmente faticosa, dato che proprio a mestre l'aria condizionata dell'eurostar ha deciso di scioperare, in assenza incredibilmente di uno sciopero ufficiale dei sindacati. cos&igrave; tre ore sono diventate trenta, a boccheggiare verso gli spifferi dei finestrini che tanto stagni non sono, ma di certo non si aprono.</p><p>tanto basterebbe a rinunciare al ciuf ciuf per qualche altro anno.</p><p>peccato che domani mi tocchi di percorrere al contrario l'odissea odierna. </p>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/trenono_2.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 21:56:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[La sconfitta dei finti protettori della cultura]]></title>
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<description><![CDATA[<p>Qualche decina di studenti e docenti de La Sapienza hanno messo al bando il Papa...</p><p>A mio parere, il Papa, con la sua decisione di non presenziare all'apertura dell'Anno Accademico dell'Universit&agrave; romana ha fatto strike e ha ribaltato su quelle poche decine di imbecilli il fardello di antiliberali-intolleranti-ignoranti che si meritano, per di pi&ugrave; davanti a tutto il mondo.</p><p>Se ad essere stato invitato fosse stato un eminente studioso (perch&egrave; il Papa &egrave; anche uno studioso, che ne avrebbe da insegnare ai suddetti docenti e studenti...) mussulmano o ebreo o di altra confessione si sarebbe detto che era grande segno di civilt&agrave;, di multiculturalit&agrave;, di tolleranza ed apertura alle idee altrui... Peccato che l'altrui idee se appartenenti al clero e a questo Papa in particolare non abbiano pari dignit&agrave;.</p><p>Quel che hanno dimostratro i &quot;Sapientini&quot; &egrave; la loro incapacit&agrave; al confronto, all'ascolto critico, alla possibilit&agrave; di revisione delle proprie convinzioni. Oltre tutto prendendo a pretesto una citazione di Ratzinger in un lontano discorso di qualche decennio, citazione che non sposava ma cercava di commentare quanto asserito da Feyerabend (vedi <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_16/feyerabend_galileo_galilei_1f7f4b4c-c3ff-11dc-8fe5-0003ba99c667.shtml" target="_blank">articolo sul corriere di oggi di Antonio Carioti</a>). A ulteriore dimostrazione che la contestazione &egrave; tutt'altro che culturale ma puramente ideologica, &quot;a prescindere&quot;, e forse pi&ugrave; che altro politica, portata avanti da miopi finti intellettuali che si sono resi ridicoli (e hanno ridicolizzato l'Italia e la tradizione universitaria nostrana) davanti al mondo intero.</p><p>Il buon Ratzinger, sornione, ha fatto il suo colpaccio con eleganza attirando a s&egrave; comprensione e sussiego da ogni sponda. Ben fatta!</p><p>Mi domando chi dei 60 e pi&ugrave; firmatari della contestazione abbia la preparazione e le conoscenze in materia filosofica, teologica, scientifica di Ratzinger-studioso tali da poterne contestare con cos&igrave; tanta veemenza le idee. Che, per l'amor del cielo della patria e del liberismo, sono tutte per definizione contestabili, sposabili, criticabili. Ma su basi oggettive e non per partito preso, cosa che fanno i bambini e gli insicuri.</p><p>Di sicuro questo pontefice non ha il carisma e non entra in empatia con il &quot;pubblico&quot; (ormai siamo tutti pubblico, spettatori, oggetto da auditel e non soggetti capaci di critica) mediatico quanto il suo amato predecessore. Ma molti, troppi, dimenticano che proprio Giovanni Paolo II scelse Ratzinger quale suo baluardo per la dottrina ecclesiastica, a lui si rivolgeva per problemi di interpretazione dottrinale e con molta probabilit&agrave; lui scelse quale successore.</p><p>Resta inteso che non ce l'ha prescritto il medico di trovare il Papa simpatico, n&egrave; di abbracciarne tesi e idee. Ma la libert&agrave; sta in questo, non nell'impedirgli di dire la sua. Ci&ograve; dimostra paura, paura di poter essere influenzati, di non avere sufficienti salde convinzioni sulle quali fondare le proprie idee, paura di veder sgretolate le care vecchie certezze (quanto assomiglia come scenario a quello dell'Inquisizione che mal accettava le novit&agrave; e i punti di vista rivoluzionari...).</p><p> E la paura &egrave; degli ignoranti (etimologicamente intesi).</p>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/la_sconfitta_dei_finti_protettori_della_cultura.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 10:10:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[La costola di Eva]]></title>
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<description><![CDATA[... si chiamerà adamo? o zio bubù?<br><br>non ne ho idea<br><br>questo blog rimarrà qua a futura memoria<br><br>ci sarà altro in rete, probabilmente senza che sia possibile ricondurlo a me medesima.. altro di altro genere, di altra natura, con altro scopo, altro...<br><br>baci &amp; abbracci a tutti e continuate a comprare i miei libri (che ricordo essere attualmente tre, plausibilmente in crescita, opinatamente decenti, sicuramente leggibili, obbligatoriamente comprabili)!<br><br><span style="font-style: italic;">la morte è l'unico scopo certo della vita. è l'esistenza che fa la differenza.</span><br><br><br>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/la_costola_di_eva.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 18:53:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Chiudo i battenti...?]]></title>
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<description><![CDATA[sono mesi che latito, non solo sul blog, anche da me stessa.<br>le uniche cose di cui mi verrebbe da scrivere non le voglio per ora lanciare nella rete, non perché siano perle letterarie, tutt'altro. si tratta di me e fino ad ora di me qui ho parlato solo nello sfondo nero, tra le righe e le parole.<br>leggo molto, ma non mi va di "recensire" ancora.<br><br>sto pensando da un po' di chiudere questa finestrella...ma ci sono affezionata. potrei lasciarla qui, socchiusa per far entrare un po' di aria ogni tanto, in attesa di tempi migliori.<br><br>questioni esistenziali, eh? lasciare o no aperto un blog? da non dormirci di notte!!! :-)<br>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/chiudo_i_battenti.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Wed, 29 Aug 2007 11:31:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[INTRECCI CONDIZIONATI]]></title>
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<description><![CDATA[<img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/paroladiziauvetta/blog/display_thum2bnail.php.jpg">&nbsp;E' in vendita il mio terzo libro, che altro non è che una raccolta di racconti rivisti e corretti.<br>Come per gli altri due è edito e acquistabile su www.lulu.com o dal <a target="_blank" href="http://stores.lulu.com/evafiligoi">mio store front</a> oppure al <a target="_blank" href="http://www.lulu.com/content/722483">link diretto</a>.<br><br>Ringrazio infinitamente Tommaso Notarangelo per la concessione della immagine di copertina, un olio a spatola su legno intitolato "Incrocio". Notizie di Tommaso sul <a target="_blank" href="http://www.esserevirtuali.it/progettomoda/esserevirtuale.php">suo sito</a> <br><br><p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center">

</p>



Buona lettura!<br>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/intrecci_condizionati.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 11:49:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Perché se la prendono con i bambini...?]]></title>
<link>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/perch_se_la_prendono_con_i_bambini.html</link>
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<description><![CDATA[Maddie, la bimba inglese scomparsa in Portogallo, forse è stata avvistata a Udine, costretta a chiedere l'elemosina in piazza.<br>Un giovane padre di Bressanone è stato arrestato per sevizie al figlio neonato.<br>In India hanno ucciso un bimbo di 9 anni per venderne gli organi.<br>...<br>E non parliamo dei casi che hanno infarcito la cronaca degli ultimi mesi.<br>...<br><br>Cos'è che fa scattare in un adulto la folle convinzione di poter usare violenza contro un bambino? Perché contro i bambini? Se la violenza, che fa parte dell'essere umano, preme per trovar sfogo, perché la si indirizza contro i bambini? Perché non contro un muro o contro se stessi?<br>]]></description>

<author><![CDATA[ziauvetta]]></author>
<comments>http://paroladiziauvetta.leonardo.it/blog/perch_se_la_prendono_con_i_bambini.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Fri, 08 Jun 2007 14:04:00 GMT</pubDate>
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