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<title><![CDATA[Giornale di bordo - Post]]></title>
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<description><![CDATA[Blog - Ultimi post]]></description>
<lastBuildDate>Sat, 20 Mar 2010 14:24:00 GMT</lastBuildDate>
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<title><![CDATA[La pagina buia della Turchia]]></title>
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<description><![CDATA[<p><em><font color="#993366"><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/armeni_467.jpg" border="0" alt="armeni_467" hspace="5" vspace="5" width="321" height="467" align="left" />Una breve e interessante nota scritta da <strong>Valerio Di Porto</strong>, consigliere dell'Unione delle Comunit&agrave; Ebraiche Italiane, sul <strong>genocidio armeno</strong> e pubblicata nella news-letter &quot;L'Unione&quot; di domenica 26 aprile. A parte la proposta di istituire l'ennesima giornata della memoria -ipotesi che non riesco a condividere appieno, poich&eacute; mi sembra che il proliferare di 'giornate' di ogni tipo alla fine faccia perdere il senso vero della memoria, la nota riflette sulla 'mancata assunzione di responsabilit&agrave;' della Turchia, paese il cui ingresso nell'Unione Europea potrebbe essere non lontano.<br /><br />* * * *</font></em><br /><br /><strong><font color="#800080">Il genocidio degli armeni, una pagina buia della storia</font></strong><br /><br />Oggi ricorre Yom ha-Shoah, che anticipa di soli tre giorni la commemorazione in forma non ufficiale &ndash; il 24 aprile &ndash; del genocidio degli armeni perpetrato da turchi tra il 1915 ed il 1916, nella ricorrenza dell&rsquo;arresto e <strong>decapitazione di circa 600 personalit&agrave;</strong> di spicco della comunit&agrave; armena di Costantinopoli (24 aprile 1915).<br /><br />Il <strong>genocidio armeno &egrave; stato riconosciuto dall&rsquo;Unione europea</strong> nel 1999 e dal Parlamento italiano l&rsquo;anno successivo. Un anno e mezzo fa, la risoluzione H106 della Commissione esteri del Congresso statunitense ha riconosciuto formalmente che oltre alla Shoah vi &egrave; stato anche il genocidio del popolo cristiano armeno da parte dei turchi, mentre in Europa infuriava la Prima Guerra Mondiale.<br /><br />La mancata assunzione di responsabilit&agrave; da parte dello Stato turco rappresenta invece uno dei <strong>maggiori ostacoli al decollo delle trattative per il suo ingresso nell&rsquo;Unione europea</strong>. Il numero di aprile di Shalom ha dedicato al genocidio armeno un documentato articolo di Gianni Rossi, responsabile della sede RAI di Bruxelles.<br /><br />Le drammatiche vicissitudini degli armeni (secondo le fonti pi&ugrave; accreditate, tra <strong>1.200.000 e 1.300.000 persone</strong> su un totale di meno di due milioni furono uccise con marce forzate nel deserto ed altre barbarie) sono state raccontate in toni struggentemente poetici dalla scrittrice Antonia Arslan prima nel romanzo &ldquo;<strong>La masseria delle allodole</strong>&rdquo;, da cui &egrave; stato tratto l&rsquo;omonimo film dei fratelli Taviani, ed ora ne &ldquo;<strong>La strada d Smirne</strong>&rdquo;, uscito a febbraio di quest&rsquo;anno.<br /><br />Desidero concludere questa breve rievocazione con l&rsquo;auspicio espresso da Gianni Rossi nell&rsquo;articolo sopra segnalato: &laquo;In questa stagione di rinnovato vigore internazionale per la difesa dei diritti fondamentali dell&rsquo;uomo e dei popoli e di riscoperta delle nostre radici storiche, come europei, come eredi di un Novecento travagliato e, comunque, ricco di fermenti innovatori, vorremmo che anche in Italia si facesse qualche atto concreto per far conoscere a un&rsquo;ampia opinione pubblica la follia di quel genocidio, decretando ufficialmente il 24 aprile &ldquo;<strong>giornata nazionale della memoria del genocidio armeno</strong>&rdquo;.&raquo;</p>]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/armeni">armeni</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/genocidio">genocidio</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/turchia">turchia</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/la_pagina_buia_della_turchia_2.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 11:57:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Il liberale della tolleranza zero]]></title>
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<description><![CDATA[<img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/rudolph_giuliani_330.jpg" border="0" alt="rudolph_giuliani_330" hspace="5" vspace="5" width="330" height="205" align="left" />Non ce l'ha fatta a vincere le elezioni presidenziali americane, e le sue posizioni libertarie certo non lo hanno aiutato a trovare consensi nei repubblicani: <strong><font color="#993366">Rudolph Giuliani</font></strong>, infatti,&nbsp; &egrave; favorevole alla <strong>ricerca sulle cellule staminali</strong>, non si dichiara&nbsp;contrario all'<strong>aborto</strong> e si batte per il riconoscimento legale delle <strong>coppie di fatto</strong>, comprese quelle omosessuali (non dimentichiamo che sfil&ograve; al <strong>Gay Pride</strong> di New York del 2000 travestito da donna).<br /><br />Rimane nel cuore di molti italiani, sia come sindaco dell'11 settembre sia, soprattutto per quanto mi riguarda, come politico che &egrave; riuscito a coniugare la &quot;<strong>zero tolerance&quot; con la garanzia dei diritti individuali</strong>, nel solco della tradizione del&nbsp;liberalismo.<br /><br />Negli Usa il sindaco ha poteri enormi: &egrave; il capo della polizia, della magistratura (&egrave; una sua commissione che nomina i giudici sia amministrativi che penali), degli ospedali, della scuola.&nbsp;Quando Giuliani,&nbsp;nel 1993, diventa sindaco della Grande Mela, governa con pugno di ferro una metropoli in piena emergenza criminalit&agrave;. Durante il suo mandato sono <strong>dimezzati gli omicidi, ridotti al 30 per cento i principali reati</strong> e New York &egrave; scesa al trentaduesimo posto nella classifica delle citt&agrave; pi&ugrave; violente d'America.<br /><br />Tutto all'insegna della teoria della &quot;<strong>tolleranza zero</strong>&quot; e delle &quot;<strong>finestre rotte</strong>&quot;, cio&egrave; non accettare la bench&eacute; minima infrazione, per evitare reati pi&ugrave; gravi, &quot;perch&eacute; -sostiene Giuliani- la criminalit&agrave; nasce dalla tolleranza dei peccati veniali, che in breve si trasformano in mortali&quot;.<br />Il 28 maggio Giuliani, di origini toscane, compir&agrave; 65 anni: torneremo a parlare di lui, della sua politica tollerante con tutto tranne con l'intolleranza e con il non rispetto delle leggi.]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/giuliani+rudolph">giuliani rudolph</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/tolleranza+zero">tolleranza zero</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/il_liberale_della_tolleranza_zero.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 09:20:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Vittime e torturatori]]></title>
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<description><![CDATA[<font color="#800080"><font color="#993366"><em><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/tortura_430.jpg" border="0" alt="tortura_430" hspace="5" vspace="5" width="430" height="399" align="left" style="width: 283px; height: 276px" />In questi giorni di cronache ginevrine sul vertice contro il razzismo, denominato Durban II forse proprio per non abbondanare la linea politica del primo vertice, svoltosi nella citt&agrave; sudafricana di Durban, mi pare interessante segnalare l'articolo pubblicato ieri da&nbsp;<strong>Fausto Biloslavo</strong> sul quotidiano <strong>Il Giornale </strong>dal titolo &quot; <strong>La passerella degli ipocriti: Cuba e Libia insegnano i diritti umani</strong> &quot;. Eccone il testo integrale:</em></font><br /></font><br /><strong>L&rsquo;ambasciatrice libica che toglie la parola alla vittima delle torture</strong> o il rappresentante cubano che a suo tempo si era rifiutato di condannare Saddam quando &laquo;gasava&raquo; i curdi. Per non parlare dei sudanesi che lavorano dietro le quinte contro i tribunali delle stesse Nazioni Unite e <strong>il presidente di un&rsquo;organizzazione non governativa palestinese accusato di collegamento con i terroristi.<br /></strong><br />Durban II &egrave; un festival di gaffe, ipocrisie e personaggi impresentabili. <strong>Una conferenza dominata da paesi che fanno a pugni con i principi di libert&agrave; e diritti umani.</strong> Najjat al Hajjaji &egrave; la belloccia ambasciatrice libica, con un filo di trucco e senza velo, che presiede il Comitato preparatorio del vertice sul razzismo.<br />Venerd&igrave; scorso, mentre si rappezzava all&rsquo;ultimo minuto la bozza del testo finale della conferenza, ha superato se stessa. Durante le testimonianze di violazioni dei diritti umani ha preso la parola <strong>il medico palestinese Ashraf Ahmed El-Hojouj. Il poveretto era stato torturato, condannato a morte e sbattuto in una galera libica per anni assieme a cinque infermiere con l&rsquo;infondata accusa di aver infettato dei bimbi con l&rsquo;Aids.<br /><br /></strong>I malcapitati erano il capro espiatorio che copriva le mancanze della sanit&agrave; locale. Dopo anni sono stati liberati in cambio dell&rsquo;intervento, anche finanziario, europeo. <strong>Lo stesso figlio del colonnello Gheddafi aveva fatto capire che erano innocenti.</strong> L&rsquo;ambasciatrice al Hajjaji, invece, ha subito provato a togliere la parola alla povera vittima.<br />Il poveretto seviziato dagli sgherri libici ha cercato ogni volta di riprendere il discorso. Alla terza interruzione e con l&rsquo;accusa di &laquo;uscire dal tema&raquo; (i diritti umani) l&rsquo;ambasciatrice ha passato la parola nientemeno che al delegato libico censurando la denuncia.<br /><br />Presidente del Consiglio per i diritti umani, uno delle costole dell&rsquo;Onu, che di pi&ugrave; si &egrave; battuta per Durban II, &egrave; invece dallo scorso anno <strong>il cubano Miguel Alfonso Martinez. Un campione dei diritti umani: fin dal 1988 era riuscito a boicottare una mozione di condanna contro Saddam Hussein che aveva appena sterminato col gas 5mila curdi a Halabja</strong>.<br /><br />Non a caso soprattutto i<strong> rappresentanti cubani si sono battuti per limare il pi&ugrave; possibile i riferimenti nel testo finale all&rsquo;inalienabile &laquo;libert&agrave; di espressione e opinione&raquo;.<br /><br />La Siria ha invece spalleggiato l&rsquo;Iran che voleva togliere del tutto la condanna dello sterminio degli ebrei.</strong> Il delegato di Damasco ha fatto presente che &laquo;non &egrave; chiaro quale sia l&rsquo;esatto numero di ebrei uccisi nell'Olocausto&raquo;.<br /><br />Un ruolo discreto, ma altrettanto sporco, lo ha giocato il Sudan. Omar al Bashir, presidente del Paese, &egrave; rincorso da un mandato di cattura internazionale della Corte penale, istituita dall&rsquo;Onu, per i crimini di guerra in Darfur. Nonostante l&rsquo;imbarazzante situazione &egrave; un ministro sudanese, Abdalmahmood Abdalhaleem Mohamad, che presiede da gennaio il <strong>potente Gruppo 77. Si tratta di un cartello di paesi del sud del mondo, che influenza pesantemente l&rsquo;assemblea dell&rsquo;Onu</strong>.<br /><br />I sudanesi sono riusciti a far cancellare il nome della Corte penale sulla bozza della Conferenza di Ginevra. Alla fine &egrave; rimasto solo un riferimento generico ai tribunali internazionali. Non basta. <strong>Le iscrizioni alla Conferenza delle organizzazioni non governative ebraiche casi sono state in qualche caso respinte. La palestinese Al Haq, invece, non ha avuto problemi. Peccato che il suo capoccia, Shawan Jabarin, sia sulla lista nera degli israeliani come &ldquo;veterano&rdquo; del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, considerata da molti un&rsquo;organizzazione terroristica.<br /></strong><br /><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=345288" target="_blank"><strong><font color="#993366">Qui trovi la pagina del Giornale con l'articolo di Biloslavo</font></strong></a>]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/durban">durban</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/onu">onu</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/cuba">cuba</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/libia">libia</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/sudan">sudan</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/iran">iran</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/antisemitismo">antisemitismo</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/vittime_e_torturatori_2.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 13:40:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Contro la teoria dominante]]></title>
<link>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/contro_la_teoria_dominante_2.html</link>
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<description><![CDATA[<strong><font color="#800080"><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/galileo_316.jpg" border="0" alt="galileo_316" hspace="5" vspace="5" width="258" height="316" align="left" />Il caso di Giampaolo Giuliani, l' &quot;imbecille&quot; dei terremoti</font></strong><br /><br />&ldquo;<strong>Scientificamente nessuno al mondo &egrave; in grado di fare una previsione seria e attendibile di quando si verifica un terremoto</strong>&rdquo;: lo ha detto Enzo Boschi, presidente dell&rsquo;Istituto di Geofisica.<br /><br />&ldquo;<strong>Quel mirare per quegli occhiali m'imbalordiscon la testa</strong>&rdquo; lo disse invece, nei primi del &lsquo;600, l'aristotelico Cremonini, il quale si rifiut&ograve; persino di guardare attraverso il <strong>cannocchiale</strong> che aveva messo a punto <strong>Galileo</strong>.<br />Oggi un&rsquo;affermazione del genere ci fa sorridere: ignoranza dei tempi, potremmo commentare, ma Cremonini era un&rsquo;autorit&agrave;, e il cannocchiale venne creduto dall&rsquo;opinione pubblica perfino una sorta di <strong>strumento diabolico.</strong><br /><br />Ma non &egrave; l&rsquo;unico esempio della sicumera scientifica, poi smentita&nbsp;da successive scoperte e da successive teorie.<br />Sempre per rimanere a Galileo, egli trov&ograve; l&rsquo;opposizione fortissima dei maggiori <strong>tutori della cultura scientifica e teologica del momento</strong>, i gesuiti e i domenicani, e numerosi matematici e fisici contestarono e avversarono in ogni modo le sue teorie astronomiche.<br /><br />Ma Galileo &egrave; in buona compagnia. <strong>Keplero</strong> ad esempio era ritenuto dalla maggior parte degli scienziati del suo tempo un <strong>mistico pazzo</strong>, eppure con le sue tre leggi, permise a Newton di descrivere la legge di gravitazione universale.<br /><br />Se andiamo indietro di qualche secolo, scopriamo che nel periodo tra l'XI ed il XII secolo la cultura scientifica araba ebbe una rilevante spinta grazie ad <strong>Avicenna e Averro&egrave;</strong>, i quali, per&ograve;, furono ostacolati fortemente dall'<strong>opposizione delle autorit&agrave; religiose musulmane</strong>.<br /><br />Continuando a saltare avanti e indietro nel tempo, come non citare il fiorentino <strong>Antonio Meucci</strong>. La storia la conosciamo tutti: cacciato dal Granducato toscano e costretto ad emigrare in America, dopo il fallimento della sua fabbrica di candele, si dedica totalmente alla sua invenzione, il telettrofono. Prova a proporre la sua invenzione ad una compagnia telegrafica di New York, <strong>ma poco ci manca che gli danno del matto</strong>. Nel 1876 Alexander Graham Bell brevetta il &quot;suo&quot; telefono, una delle invenzioni pi&ugrave; importanti della storia moderna, come sappiamo bene noi che oggi possediamo due o tre cellulari a testa!<br /><br />E <strong>Alessandro Volta</strong>? Non gli diedero del matto, ma quando il grande fisico dichiar&ograve; che le contrazioni di una rana morta erano dovute a una elettricit&agrave; esterna provocata dal contatto di due metalli, e non dalla &lsquo;elettricit&agrave; animale&rsquo;, gli scienziati di mezza Europa si divisero tra la sua posizione e quella di chi, come Galvani, propendeva per la tesi dell&rsquo;elettricit&agrave; animale.<br /><br />La moderna <strong>microbiologia</strong> ebbe il suo fondatore in un <strong>dilettante</strong>: l&rsquo;olandese <strong>Leeuwenhoek</strong> era, infatti, un semplice <strong>mercante di stoffe</strong>, e la comunit&agrave; scientifica (siamo nel Settecento) si accorse dell'importanza delle scoperte solo dopo parecchi decenni: peccato, perch&eacute; si sarebbero potute salvare migliaia di vite umane.<br /><br />Ancora in tema di microbiologia: secondo la teoria della <strong>generazione spontanea</strong>, rimasta dominante fino a dopo la met&agrave; del XVII secolo, i microrganismi si originavano spontaneamente dalle sostanze organiche. Si sosteneva che alcune forme di vita inferiore, specialmente gli insetti, nascessero spontaneamente a partire da sostanze inorganiche, per mezzo di forze fisico-chimiche.<br /><br /><strong>Questa teoria era scienza</strong>, scienza riconosciuta e approvata dalla comunit&agrave; scientifica del tempo e creduta vera dall&rsquo;opinione pubblica. Per confutarla definitivamente ci volle il chimico e microbiologo francese <strong>Louis Pasteur</strong>, che fece bollire del brodo di carne in un pallone di vetro, con il collo piegato a forma di S: nella maggior parte dei casi non si aveva alcuno sviluppo di microrganismi. Se, tuttavia, dopo la bollitura il collo veniva spezzato alla base, dopo qualche giorno il brodo si riempiva di microscopiche forme di vita.<br />Da questo esperimento Pasteur dedusse che i microrganismi osservati non si originassero spontaneamente dal brodo, ma penetrassero al suo interno dall'ambiente circostante.<br /><br />Potremmo continuare a lungo, partendo dall&rsquo;antica Grecia e arrivando a Giampaolo Giuliani, l&rsquo;inventore della macchina che &egrave; capace di prevedere i terremoti.<br />L&rsquo;aspetto pi&ugrave; interessante &egrave; che, in realt&agrave;, la storia insegna che <strong>tutte le scoperte scientifiche sono nate per opposizione alla cultura del proprio tempo</strong>, eppure lo scienziato, l&rsquo;inventore, il fisico, il chimico, l&rsquo;economista insomma la persona che scopre qualche cosa &egrave; quasi sempre tacciata di essere folle, di raccontare fandonie, di essere contro il canone scientifico o la religione o l&rsquo;ideologia dominante.<br /><br />Oggi la vicenda di Giuliani (inquisito per &lsquo;procurato allarme&rsquo;, &egrave; da leggere l&rsquo;articolo pubblicato il primo aprile dal <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_01/terremoto_psicosi_fbd94050-1e82-11de-9011-00144f02aabc.shtml?fr=correlati" target="_blank"><font color="#800080"><strong>Corriere della Sera</strong></font></a>, assolutamente pazzesco, neanche fosse stato un tragico pesce d'aprile!) &egrave; relegato in qualche angolo di pagina o in qualche trafiletto delle cronache che raccontano il terremoto abruzzese, eppure la sua invenzione dovrebbe finire in prima pagina, e il mondo scientifico dovrebbe, per prima cosa, confrontarsi coi <strong>risultati empirici della scoperta</strong>, non insultare Giuliani, che &egrave; un fisico, appellandolo con un sonoro &lsquo;imbecille&rsquo;.<br /><br />Lo storico della scienza <strong>Federico Di Trocchio</strong>, nel suo libro &ldquo;Il genio incompreso&rdquo; (Mondadori), svela come &quot;la scienza ufficiale, spesso ottusamente conformista, non riesca a pensare in maniera diversa, disapprovando e condannando chi lo fa e, non di rado, sbagliando nei suoi giudizi (&hellip;) <strong>molte scoperte richiedono soprattutto spregiudicatezza, creativit&agrave; e apertura mentale</strong>, qualit&agrave; che non appartengono solo agli scienziati pi&ugrave; originali e anticonformisti, ma anche ai dilettanti e agli outsider &lsquo;semicompetenti&rsquo;&quot;, che hanno il coraggio di andare contro corrente e pensare quello che altri ritengono impossibile&quot;.<br /><br />Lo scienziato <strong>Giuliano Preparata</strong>, dopo essere stato per una vita uno dei fisici pi&ugrave; stimati d'Italia, ha dovuto affrontare la trafila che trasforma un accademico in un eretico: &quot;&Egrave; un processo diabolico, perch&eacute; assolutamente impersonale &ndash;racconta- Prima cominciano a scarseggiare i fondi. Poi si diventa bersaglio di sprezzanti ironie. Poi i tuoi collaboratori ti lasciano, perch&eacute; capiscono che a fianco di un outsider non faranno mai carriera. Una vicenda di un'amarezza incredibile. Quando ho cominciato a occuparmi della fusione fredda avevo un'equipe di venti persone. <strong>Ora non c'&egrave; pi&ugrave; nessuno</strong>&quot; (<a href="http://erewhon.ticonuno.it/arch/1999/campus/pigreco/scienza2.htm" target="_blank"><strong><font color="#800080">sito</font></strong></a>).<br /><br />E Di Trocchio fa una <strong>proposta</strong> tanto concreta quanto inascoltata: &quot;<strong>Finanziamo anche gli &lsquo;eretici&rsquo;. Se solo il 5% dei finanziamenti destinati alla ricerca fosse riservato a tutti gli studi in conflitto con le teorie dominanti</strong>, potremmo tenere aperti filoni di ricerca che oggi sono come tanti rami secchi. Inoltre si potrebbe recuperare l'antico sistema dei premi: lo stato promette un compenso a chi risolve un certo problema, che sia il motore elettrico perfetto o la conservazione degli alimenti senza additivi. E a chi dice che cos&igrave; si penalizzerebbe la ricerca teorica, rispondo: non ci pu&ograve; essere applicazione pratica senza teoria&quot;.<br /><br />Ma forse al 'potere' conviene di pi&ugrave; destinare centinaia di milioni di euro per la 'ricostruzione', anzich&eacute; prevenire la morte di centinaia di persone...]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/terremoto">terremoto</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/giuliano+giampaoli">giuliano giampaoli</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/abruzzo">abruzzo</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/contro_la_teoria_dominante_2.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 23:02:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Israele: un governo frammentato e instabile]]></title>
<link>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/israele_un_governo_frammentato_e_instabile.html</link>
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<description><![CDATA[<p align="left"><strong><font color="#800080"><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/netanyahu_435.jpg" border="0" alt="netanyahu_435" hspace="5" vspace="5" width="291" height="435" align="left" />Questo intervento di Sergio Della Pergola, demografo dell'Universit&agrave; Ebraica di Gerusalemme, &egrave; pubblicato nella newsletter&nbsp;&quot;L'Unione Informa&quot; del 2 aprile 2009.</font></strong><br /><br />Il quotidiano vilipendio di Israele &egrave; una brutta abitudine di certa stampa, ma ogni tanto anche Israele deve fare la sua autocritica. Il nuovo governo Netanyahu esprime un sistema politico troppo frammentato e instabile per poter dare le risposte forti che i molti e urgenti problemi&nbsp; all&rsquo;ordine del giorno richiederebbero.<br /><br />Dopo le ultime elezioni esistevano diverse formule possibili di governo. In funzione di quali criteri sono state compiute le scelte di Bibi? Cinque le possibili sfere di riferimento: le indicazioni della politica mondiale e delle grandi potenze, le condizioni regionali del Medio Oriente, il bene della societ&agrave; israeliana nel suo complesso, gli interessi globali del popolo ebraico e le esigenze dei partiti politici.<br /><br />La nuova compagine governativa nasce soprattutto in quest&rsquo;ultimo senso auto-referente. Trenta ministri e sette sottosegretari di sei diversi partiti costituiscono pi&ugrave; della met&agrave; dell&rsquo;intera coalizione parlamentare (inclusi i cinque franchi tiratori) e danno vita a un governo costoso e litigioso.<br /><br />La scissione dei portafogli in nano-dicasteri crea sovrapposizioni, con quattro addetti alla difesa, quattro alla pubblica istruzione e alla cultura, due agli esteri, e due alle telecomunicazioni. Sugli interessi dell&rsquo;ebraismo mondiale non una parola, salvo la designazione (assolutamente degna) di Yuli Edelstein a ministro per la Diaspora.<br /><br />Il secondo governo Netanyahu parte con un indice di gradimento del 30% e sono in pochi a credere che potr&agrave; completare il quadriennio parlamentare. Comunque, auguri.</p>]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/israele">israele</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/Netanyahu">Netanyahu</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/israele_un_governo_frammentato_e_instabile.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 13:08:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Libertà e censura di fronte all'Islam]]></title>
<link>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/libert_e_censura_di_fronte_allislam_2.html</link>
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<description><![CDATA[<p align="left"><font color="#993366"><em><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/freedom_330.jpg" border="0" alt="freedom_330" hspace="5" vspace="5" width="248" height="330" align="left" />L'articolo &quot;<strong>Antisemitismo e islamofobia</strong>, la differenza fra ostilit&agrave; e paura&quot; &egrave; stato pubblicato nella newsletter &quot;<strong>L'Unione informa</strong>&quot; di mercoled&igrave; 18 marzo 2009. E' firmato dal semiologo <strong>Ugo Volli</strong>.</em></font><br /><br /><br />L&rsquo;<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/08/Diritto_Dire_Parole_Odiose_co_9_090308004.shtml" target="_blank"><strong><font style="background-color: #ffffff">articolo</font></strong></a> di Ian Buruma, pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera e gi&agrave; segnalato da Anna Foa, &egrave; interessante per un&rsquo;altra ragione, al di l&agrave; della discussione sui limiti della libert&agrave; di opinione. Questo punto infatti a me sembra abbastanza chiaro sia in sede teorica che linguistica. Quel che &egrave; assicurato dalla tradizione occidentale, a partire da Locke e Spinoza ed &egrave; recepito nelle legislazioni liberali, &egrave; <strong>la libert&agrave; di &ldquo;pensiero&rdquo;; </strong>tutti peraltro, senza eccezioni&nbsp; hanno diritto ad avere &ldquo;parola&rdquo;.<br /><br />Su tutti i temi in un paese libero si pu&ograve; liberamente opinare. L&rsquo;&rdquo;espressione&rdquo; del pensiero &egrave; invece sempre soggetta invece a limiti, come il divieto della diffamazione, di calunnia, di vilipendio ecc. <strong>La differenza fra libert&agrave; di &ldquo;pensiero&rdquo; o di &ldquo;opinione&rdquo; e di &ldquo;espressione&rdquo;&nbsp; o &ldquo;parola&rdquo; &egrave; una questione di parole, ma anche di sostanza.</strong> Io posso pensare che un certo movimento politico sia sostanzialmente nazista o che una persona rubi, ma&nbsp; per non incorrere in reati devo esprimere questo pensiero in maniera adeguatamente pacata e motivata; in particolare non posso incitare a reati contro il movimento o la persona; d&rsquo;altro canto la satira e la polemica politica godono nei regimi liberali di una protezione superiore alla media, che sono libert&agrave; ulteriori.<br /><br /><strong>Il concetto di espressione comprende infatti sia le parole sia il loro contesto d&rsquo;uso</strong>, inclusi i generi discorsivi. Parlando di cose che ci riguardano da vicino, nessuno, credo, ha mai preteso davvero che fosse proibito discutere in termini storici il modo in cui &egrave; avvenuta la Sho&agrave; e neppure la sua realt&agrave;.<br />Per paradosso, se qualcuno sostenesse in un libro che Hitler non &egrave; mai salito al potere e che Auschwitz &egrave; una spiaggia siciliana, la sua sarebbe una posizione assurda e insostenibile, da ignorante, ma non da criminale. Non si dovrebbe farlo insegnare in una scuola, ma sarebbe sciocco processarlo per questo.<br /><br />Qualche anno fa Sellerio ha pubblicato un libro, intitolato &ldquo;<strong>Napoleone non &egrave; mai esistito</strong>&rdquo;, un divertissement antinegazionista che sottolinea che in ambito storico &egrave; possibile sostenere anche delle assurdit&agrave;. La ricerca procede avanzando ipotesi nuove e magari &ldquo;strane&rdquo; e accettandole o rifiutandole fino a raggiungere un consenso su un corpus scientifico condiviso. Naturalmente &egrave; interesse della societ&agrave; che le assurdit&agrave; non siano insegnate nei luoghi istituzionali del sapere e che non siano usate in maniera criminale, per esempio non vengano finalizzate alla&nbsp; propaganda politica antisemita, cio&egrave; a suscitare l&rsquo;odio contro il popolo ebraico.<br /><br />Ma il punto interessante da discutere secondo me non &egrave; questo, che in pratica &egrave; sempre abbastanza facile da decidere. Il problema vero riguardo all&rsquo;articolo di Buruma <strong>&egrave; la sua ostentata parificazione fra la posizione del vescovo Williamson e quella del deputato olandese Geert Wilders</strong>, autore come noto di un film (&ldquo;<strong>Fitna</strong>&rdquo;) che intende far notare la somiglianza fra il Corano e&nbsp; certe posizioni inaccettabili di apologia della violenza, in particolare il nazismo.<br /><br />Che fra <strong>islamismo e nazismo</strong> vi siano relazioni non &egrave; certo di una tesi storicamente campata in aria: da poco tempo, per esempio, &egrave; uscito un libro in Italia (David Dalin e John Rothmann &ldquo;<strong>La mezzaluna e la svastica</strong>&rdquo;, Landau Edizioni) che documenta il fitto intreccio di complicit&agrave; fra movimento nazionalista arabo e nazismo durante la seconda guerra mondiale. Ma la discussione pubblica di questo tema &egrave; ci&ograve; che Buruma accosta al negazionismo.<br /><br />Pi&ugrave; che porsi il problema del confronto personale che Buruma fa fra Williamson e Wilders (il che sarebbe certamente interessante soprattutto se lo estendessimo alle polemiche che lo stesso Buruma ha sostenuto contro Ayaan Hirsi Ali, deputata olandese di origine somala minacciata di morte dagli islamisti per &ldquo;apostasia&rdquo; e contro <strong><a href="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/islam/censura_o_libert_2.html" target="_blank"><font style="background-color: #ffffff">Theo Van Gogh</font></a></strong>, cineasta sempre olandese amico di Wilders e di Hirsi Ali, ucciso dagli stessi islamisti olandesi per le sue posizioni politiche) ci interessa qui confrontare due parole la cui equivalenza &egrave; implicata dal confronto di Buruma: &ldquo;<strong><font color="#993366">antisemitismo</font></strong>&rdquo; e&nbsp; &ldquo;<font color="#993366"><strong>islamofobia</strong></font>&rdquo;.<br /><br />Posto che l&rsquo;antisemitismo (e anche quel suo antenato prossimo, l&rsquo;antigiudaismo cristiano) sono forme particolarmente odiose di razzismo, <strong>essere &ldquo;islamofobi&rdquo; &egrave; la stessa cosa che essere antisemiti</strong>, come cercano di far pensare intellettuali islamici alla Ramadan, gli stati arabi, la risoluzione 62/154 dell&rsquo;Onu e anche la conferenza Durban 2? <strong>Io non credo</strong>.<br /><br />Ognuna di queste parole &egrave; composta da due parti, una che indica un&rsquo;azione o una passione (&ldquo;anti&rdquo;, &ldquo;fobia&rdquo;) e una che indica un&rsquo;entit&agrave; collettiva (&ldquo;semiti&rdquo; o &ldquo;giudei&rdquo; e &ldquo;islam&rdquo;). C&rsquo;&egrave; per&ograve; una <strong>differenza fondamentale fra i due termini</strong>, sia nella prima che nella seconda parte.<br /><br /><strong><font color="#993366">Essere contro (&ldquo;anti&rdquo;) qualcuno &egrave; assai diverso da averne paura (&ldquo;fobia&rdquo;).</font></strong> <strong>Opporsi a un movimento ideologico, teologico-politico come l&rsquo;Islam (o il comunismo, il fascismo, o il politeismo, o Scientology) &egrave; molto diverso rispetto a essere ostile a un popolo, cio&egrave; a un complesso di individui indissolubilmente uniti da un legame prevalentemente etnico.<br /></strong><br />E&rsquo; abbastanza ovvio che qualcuno possa odiare il comunismo o il fascismo; dal mio punto di vista probabilmente fa bene. <strong>Se odia gli scozzesi (o gli ebrei, o ovviamente gli egiziani) il suo atteggiamento &egrave; almeno sospetto di essere in qualche senso patologico, razzista</strong>.<br /><br />Avere paura dell&rsquo;Islam (o piuttosto degli islamisti, la parola &ldquo;islamofobia&rdquo; non fa differenza) &egrave; dunque cosa assai diversa dall&rsquo;odiare gli ebrei. Bisogna aggiungere che nelle intenzioni esplicite e documentate di chi ha coniato la parola &ldquo;islamofobia&rdquo;, come scrivono Christopher Hitchens sul <span style="font-weight: bold; color: #990000">Corriere</span> di marted&igrave; 10 marzo e Klaus Faber sul <a href="http://80.241.231.25/ucei/MvieW.aspx?ID=2009031112073256" target="_blank">Jerusalem Post</a> del giorno successivo, questa deve servire a qualificare negativamente e possibilmente a proibire la critica dei principi e delle formulazioni del Corano, cio&egrave; a rendere immune da ogni discussione l&rsquo;ideologia islamistica: <strong>dire che non &egrave; giusto tagliare le mani ai ladri, o proibire alle donne di guidare come &egrave; fatto in Arabia Saudita in nome dei principi islamici, per esempio, sarebbe qualificato di islamofobia</strong>, mentre <strong>&egrave; evidente che nessun ebreo penserebbe che sia antisemita dire che sono irragionevoli le regole alimentari della tradizione ebraica</strong>.<br /><br />Questa pretesa di infallibilit&agrave;, che pu&ograve; diventare molto concreta, come nel caso della <strong>condanna a morte dello scrittore Salman Rushdie</strong>, reo di aver presentato in maniera ironica il Profeta, <strong>&egrave; peraltro un&rsquo;ottima ragione per aver timore degli islamisti.</strong> Vi sono certamente molte altre ragioni ancor pi&ugrave; solide, che non &egrave; possibile richiamare qui nei dettagli: per esempio <strong>l&rsquo;aggressivit&agrave; militare</strong>, la <strong>rivendicazione del possesso di tutte le terre</strong> che non sono mai state in mano di stati islamici, <strong>l&rsquo;oppressione delle donne</strong> e <em>last but not least</em>, un&rsquo;estesa <strong>pratica terrorista</strong>, abbondantemente appoggiata da intellettuali e popolo dei paesi islamici.<br /><br />Dunque, <strong>essere moderatamente islamofobici &egrave; non solo lecito ma anche ragionevole</strong> - certamente facendo le debite eccezioni, non immaginando che le persone siano tutte uguali e che ogni islamico sia un terrorista.<br /><br />Se i due termini descrivono realt&agrave; assai diverse, e sono diversi anche i personaggi (<strong>un prete che vuol restaurare l&rsquo;antica pretesa della Chiesa al monopolio della verit&agrave; e un deputato che vuole aprire un dibattito sul futuro dell&rsquo;Europa, al di l&agrave; dei luoghi comuni del &ldquo;multiculturalismo&rdquo;</strong>) anche l&rsquo;atteggiamento da tenere nei confronti dei loro discorsi &egrave; diverso.<br /><br /><strong>Williamson</strong> rifiuta di vedere la persecuzione antiebraica o la minimizza, perch&eacute; vuole che gli ebrei siano considerati colpevoli di &ldquo;deicidio&rdquo;; non porta prove, anzi aspetta che altri, se ne sono capaci, lo convincano che la Sho&agrave; c&rsquo;&egrave; stata. La mossa di <strong>Wilders</strong> al contrario consiste nel portare prove, chiedere una discussione nell&rsquo;ambito di un discorso non teologico ma politico.<br />In sostanza avverte la comunit&agrave; di cui fa parte di quel che gli sembra un pericolo concreto ed attuale. <br /><br />Chiedere che la Chiesa sanzioni il discorso di Williamson significa metterla di fronte alle sue responsabilit&agrave; (e infatti la reazione non &egrave; mancata). Impedire a Wilders di parlare, come ha fatto il governo inglese, vuol dire escludere dalla sfera pubblica un problema che si prospetta nel futuro prossimo, quello dell&rsquo;intolleranza islamista al libero scambio delle opinioni e della critica. <strong>Non vi &egrave; affatto simmetria nel concedere o negare libert&agrave; di parola ai due discorsi.</strong></p>]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/islam">islam</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/antisemitismo">antisemitismo</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/volli+ugo">volli ugo</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/buruma+ian">buruma ian</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/libert_e_censura_di_fronte_allislam_2.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 12:13:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Veltroni e l’abbondanza della vita]]></title>
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<description><![CDATA[<strong><font color="#cc99ff"><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/veltroni_277.jpg" border="0" alt="Walter_Veltroni" hspace="5" vspace="5" width="277" height="238" align="left" />QUELLO CHE AVEVO IN MENTE E NON POTEVO DIRE<br /></font></strong>La frase l&rsquo;ha pronunciata a piazza di Pietra, a Roma, gioved&igrave; 18 febbraio. &laquo;<font color="#993366">Abituiamoci all&rsquo;idea</font> &ndash;spiega Veltroni, annunciando le dimissioni da segretario del PD- <font color="#993366">che un grande partito &egrave; un luogo di diversit&agrave;. Non vi preoccupate, non vi spaventate, non chiedete a chi mi succeder&agrave;, &ldquo;ma su questo tema il Pd ha avuto tre deputati che hanno votato diversamente&rdquo;. La mia risposta, quella che avevo in mente e che non potevo dare &egrave;: per fortuna s&igrave;. Per fortuna s&igrave;, per fortuna che il Pd non &egrave; una caserma, per fortuna che &egrave; un luogo in cui ciascuno pu&ograve; avere una sua identit&agrave; dentro un&rsquo;ispirazione unitaria che rispetta su taluni punti una libert&agrave; di coscienza</font>&raquo;.<br /><br />Di fronte alla catastrofe elettorale sarda, di fronte a un partito in fase di recessione pesante, sembra un inciso da poco, quasi una giustificazione -agli occhi di cronisti e dirigenti politici- all&rsquo;accusa che gli &egrave; stata reiterata pi&ugrave; volte: non saper decidere, non saper governare il partito. Non avere determinazione. Essere un &lsquo;buonista&rsquo;. Mediare all&rsquo;infinito per non arrivare a nulla.<br />Ma &egrave; davvero cos&igrave;? Quella frase &egrave;, in realt&agrave;, una sorta di stele di Rosetta: se la si interpreta correttamente, &egrave; la chiave di lettura dell&rsquo;intero progetto del Pd veltroniano.<br /><br />Ho sempre creduto che l&rsquo;idea che ha in testa Veltroni quando assume l&rsquo;incarico di segretario del Pd, nell&rsquo;ottobre 2007,&nbsp;fosse rivoluzionaria, e potesse rappresentare la vera, definitiva uscita dalla cultura politica del Novecento. Berlusconi irrompe nei primi anni Novanta con il marketing politico: in Italia &egrave; una novit&agrave; , all&rsquo;estero un <em>d&eacute;j&agrave; vu</em>. Veltroni in questo primo scorcio di millennio tenta la sua <em>mission impossible</em>: europeizzare i democrats americani. Ma non &egrave; il cuore obamista a battere nel progetto di Veltroni, poich&eacute; la matrice &egrave; fortemente europea: <strong><font color="#993366">il modello &egrave; un partito dove ci sia una pluralit&agrave; di idee, senza teorie onnicomprensive.<br /></font></strong><br /><strong><font color="#cc99ff">SENZA GABBIE IDEOLOGICHE<br /></font></strong>E&rsquo; una prospettiva assolutamente nuova che rovescia il vecchio centralismo democratico del Pci ma anche la divisione in correnti strutturate della Dc. Il Pd, nella testa di Veltroni, &egrave; a met&agrave; strada fra l&rsquo;<strong>utilitarismo</strong> e l&rsquo;<em>anything goes</em> di un filosofo &lsquo;contro il metodo&rsquo; come <strong>Feyerabend</strong> (&laquo;<em>L'unico principio che non inibisce il progresso &egrave;: 'qualsiasi cosa pu&ograve; andar bene&rsquo;</em>&raquo;); <font color="#993366">un partito, cio&egrave;, che non agisca sulla base di gabbie ideologiche, ma trovi, di volta in volta, attraverso una maieutica politica complessa, la soluzione migliore, quella che pu&ograve; avvicinare un po&rsquo; di pi&ugrave; uomini e donne alla felicit&agrave;. Tutto il resto ha solo valore strumentale: per Veltroni la politica &egrave; desiderabile in quanto pu&ograve; condurre a una ragionevole felicit&agrave; degli individui.<br /></font><br />Un grande filosofo della politica, studioso della nonviolenza, come Giuliano Pontara scrive: &laquo;Il dovere morale, del singolo e della comunit&agrave;, consiste nell&rsquo;incrementare il piacere e diminuire le sofferenze del mondo&raquo;. L&rsquo;ispirazione politica veltroniana non &egrave; poi cos&igrave; distante.<br />Viviamo in un&rsquo;epoca di grandi trasformazioni, e per descriverla l&rsquo;ex segretario ha usato una citazione di <strong>Charles Dickens</strong> da &ldquo;Una storia tra due citt&agrave;&rdquo;: &laquo;Era il migliore dei tempi e il peggiore dei tempi, era la stagione della saggezza e la stagione della follia, era l&rsquo;epoca della fede e l&rsquo;epoca dell&rsquo;incredulit&agrave;, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l&rsquo;inverno della disperazione&raquo;.<br />In un mondo cos&igrave;, un mondo dove tutto pare finire e trasformarsi, l&rsquo;unica verit&agrave; &egrave; di procedere fra confronti, errori, prove. Per riprendere ancora Feyerabend, <strong>il significato non sta da nessuna parte, ma emerge con lo svolgersi delle azioni.<br /></strong><br />In questi mesi di segreteria Veltroni &ndash;al di l&agrave; delle molte beghe che arrivavano dal territorio- lo scontro &egrave; stato esattamente questo, fra due impostazioni culturali, fra chi privilegia il modello socialdemocratico e chi si affida alla sfida di una &lsquo;metodologia pluralista&rsquo;.<br /><br /><strong><font color="#cc99ff">DUE OPPOSTE VISIONI</font></strong><br />La parola pu&ograve; essere anche lasciata a due protagonisti del Partito Democratico: lo scrittore e sceneggiatore <strong><font color="#993366">Vincenzo Cerami</font></strong>, ex ministro alla Cultura del Governo ombra del Pd, e <strong><font color="#993366">Gianni Cuperlo</font></strong>, l&rsquo;eterno enfant prodige, l&rsquo;eterno &lsquo;giovane&rsquo; del Pci, del Pds, dei Ds.<br /><br /><strong>Cerami</strong> descrive cos&igrave; il PD: &laquo;Un partito in cui entrano esperienze, storie, culture diverse. Non &egrave; come il partito comunista o come i partiti ferrei di una volta. Questo &egrave; un partito nuovo. E la cosa bella &egrave; che mette insieme i cattolici, gli ex comunisti, gli ex socialisti, i repubblicani, i liberi pensatori, gli artisti di ogni genere. <font color="#993366"><strong>Non mi sento organico di un partito, anche perch&eacute; questo &egrave; un partito in cui io posso anche dire di non essere d'accordo, non mi succede niente</strong></font>&raquo; (&ldquo;Cerami, uno scrittore per il PD&rdquo;, Periscopio,&nbsp;13 marzo 2008).<br /><br />Quella che sembra solo una provocazione, &egrave; all&rsquo;incirca la piattaforma ideale del partito: &laquo;Il PD &ndash;spiega lo scrittore in una conversazione telefonica - dovrebbe essere uno spazio dove circolano idee, un luogo senza porte dove tutti possono entrare, dove ci si confronta; se ci sente a proprio agio, si resta, altrimenti si va via e magari si ritorna in seguito per capire meglio. Tutti addossano la crisi del PD al mancato radicamento territoriale, io non sono poi cos&igrave; favorevole al radicamento, anzi. Quello che &egrave; successo in Sardegna, dove il governatore si dimette per colpa non del Pdl ma della sua stessa maggioranza; quello che &egrave; successo in Abruzzo con amministratori arrestati; quello che &egrave; successo in Campania dimostra che perdiamo consenso perch&eacute;, <strong><font color="#993366">semmai, c&rsquo;&egrave; fin troppo radicamento</font></strong>&raquo;.<br /><br />L&rsquo;analisi di <strong>Gianni Cuperlo</strong> &egrave; contraria e impietosa, e bene individua come a cadere non sia stato solo il segretario del PD: &laquo;Penso che a venir meno in questi giorni &ndash;scrive nel suo blog- non &egrave; stata soltanto una leadership, con le sue responsabilit&agrave; e anche i suoi meriti. <font color="#993366"><strong>A venire meno &egrave; stato l&rsquo;impianto politico e culturale che ci ha guidati fino qui</strong></font>&raquo;.<br />E prosegue, riportando il testo del suo intervento all&rsquo;assemblea nazionale dello scorso 21 febbraio: &laquo;<strong><font color="#993366">L&rsquo;idea &ndash; a mio parere, sbagliata &ndash; che il nuovo Partito, per nascere, per vivere, per allargare il suo consenso, dovesse accantonare ogni possibile contrasto</font></strong>. Contrasto di valori, di soluzioni, di linguaggio. Il risultato &egrave; che abbiamo progettato un&rsquo;architettura complessa. Ma abbiamo confuso il disegno con la realt&agrave;. E soprattutto abbiamo rimosso un aspetto decisivo che riassumo cos&igrave;. Abbiamo allontanato da noi quei temi (la risposta sul &ldquo;chi siamo&rdquo; in Europa e nel mondo / la bioetica / le nuove libert&agrave; della Persona&hellip;) che nello stesso istante garantivano il successo di leadership innovative in altri paesi, anche pi&ugrave; importanti del nostro. Insomma abbiamo pensato a un modello di Partito senza tener conto del mondo&raquo;.<br /><br />Sono due visioni diverse del PD: quella di Veltroni legge le complessit&agrave; del mondo, ne avverte l&rsquo;abbondanza, la ricchezza, la pluralit&agrave;; l&rsquo;altra non nega tale complessit&agrave; ma la risolve attraverso la necessit&agrave; di una sintesi che distingua bene destra e sinistra.<br /><br /><strong><font color="#cc99ff">BINETTI, UNA DEPUTATA 'SIMBOLO'</font></strong><br />C&rsquo;&egrave; un deputato che, suo malgrado, incarna<span>&nbsp; </span>questo scontro culturale. Ovviamente &egrave; <font color="#993366"><strong>Paola Binetti</strong></font>. Lei, per molti elettori e iscritti del PD &ndash;basta leggere qualcuna delle e-mail che arrivano in segreteria- col Pd non c&rsquo;entra nulla. Sono perfino nati dei gruppi su Facebook per chiedere la sua uscita dal partito.<br />Veltroni, <em>&ccedil;a va sans dire</em>, non tifa Binetti, ma ritiene che anche la cattolicissima Paola sia una ricchezza, proprio perch&eacute; <strong><font color="#993366">la vita &egrave; &lsquo;abbondante&rsquo;</font></strong>, e il miglior progresso &egrave; quello che nasce dal confronto delle idee. Il mondo non &egrave; comprensibile attraverso una lettura univoca, ma attraverso una responsabilit&agrave; storica che sia aperta a ogni soluzione.<br /><br /><strong><font color="#cc99ff">LEALTA', NON OMOLOGAZIONE<br /></font></strong>Il problema, secondo Veltroni, non &egrave; chi ha posizioni diverse su un dato argomento; <strong>il problema &egrave; la lealt&agrave; al progetto politico complessivo</strong> di chi esprime opinioni differenti. E questo PD difficilmente potrebbe essere giudicato leale al progetto politico o al suo leader.<br />Le satrapie territoriali cos&igrave; come le correnti interne sono l&rsquo;esatto contrario del PD veltroniano. In un partito dalle connotazioni &lsquo;liberal&rsquo;, non ci sono correnti, ma aree di opinione che si formano, si sciolgono, si confrontano. In questo modo Veltroni porta a sintesi un altro tema che gli sta a cuore: la dialettica fra &lsquo;io&rsquo; e &lsquo;noi&rsquo;.<br /><br /><strong><font color="#cc99ff">IO E NOI</font></strong><br />In una relazione che fa a Palermo a settembre dello scorso anno afferma: &laquo;Io e noi. &Egrave; la chiave decisiva per sopravvivere come comunit&agrave;, perch&eacute; quando l&rsquo;io nella storia ha prevalso sul noi le comunit&agrave; si sono frammentate e dissolte. Penso ovviamente a una relazione corretta tra l&rsquo;io e il noi, quella relazione che d&agrave; il senso della vita. <strong><font color="#993366">E il senso -fondamentale nell&rsquo;esistenza di un singolo essere umano- lo si trova solo in relazione agli altri</font></strong>. Mai solamente in s&eacute; stessi. O meglio, se si vuole, la forma pi&ugrave; sublime e alta di egoismo &egrave; quella di cercare di essere felici individualmente, perch&eacute; si &egrave; stati in qualche misura utili agli altri&raquo;.<br /><br />In qualche modo &egrave; la teorizzazione di un PD dove i singoli protagonismi non sono organizzati in correnti, ma si esprimono attraverso &lsquo;aree mobili di idee&rsquo;, cominciando dal testamento biologico.<br /><strong>Il metodo politico per Veltroni &egrave; nella ricerca stessa del metodo, senza le certezze ideologiche dei partiti del Novecento, inutili non eticamente ma praticamente, inservibili per leggere un Occidente che assomiglia sempre di pi&ugrave; per il meticciato, gli scambi, le contraddizioni, il grande mescolio di viaggi razze lingue merci costumi credenze, al periodo finale dell&rsquo;impero romano.</strong> <font color="#993366">Forse per Veltroni dovremmo leggere Ammiano Marcellino e Gregorio di Tours pi&ugrave; che Carlo Marx.</font>]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/veltroni">veltroni</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/pd">pd</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/feyerabend">feyerabend</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/cerami">cerami</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/cuperlo">cuperlo</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/binetti">binetti</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/veltroni_e_labbondanza_della_vita.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 21:48:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Grazie Silvio]]></title>
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<description><![CDATA[<p><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/vignettaberlusconi_340.gif" border="0" alt="vignettaberlusconi_340" hspace="5" vspace="5" width="340" height="240" align="left" /><strong><font color="#993366">E' ora di aggiornare il post sul Berlusconi Show, quindi ripropongo il post dell'8 novembre 2008, aggiornato delle ultime straordinarie performances del nostro presidente del Consiglio. Grazie Silvio!</font></strong><br /><br /><br />Una volta c&rsquo;era <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mike_Bongiorno" target="_blank"><strong><font color="#993366">Mike Bongiorno</font></strong></a> con i suoi incredibili strafalcioni. Oggi c&rsquo;&egrave; <strong><font color="#993366">Silvio Berlusconi</font></strong> che per&ograve; di mestiere fa il presidente del Consiglio, non il conduttore di Lascia o Raddoppia o di Rischiatutto.<br /><br />Ad ascoltare quel che dice, uno legittimamente si chiede: ma Berlusconi c&rsquo;&egrave; o ci fa?<br />E&rsquo; un naturale &lsquo;scompenso del genio&rsquo;, come spiega bonariamente Fedele &lsquo;Fidel&rsquo; Confalonieri per giustificare le tante gaffe, le barzellette fuori posto, le battute sbagliate, i gestacci del Nostro (&ldquo;anche Mozart, spiega Confalonieri, faceva le boccacce), oppure il presidente del Consiglio si dimostra un grande e attento comunicatore anche nell&rsquo;uso di parolacce e corna?<br />Quel che &egrave; certo &egrave; che le sue gaffe rimarranno se non nella storia almeno nella cronaca della politica internazionale, in una sorta di memorabilia di anni nei quali personaggi come De Gasperi o Don Sturzo, Nenni o Togliatti avrebbero forse stentato a riconoscere la loro Italia.<br /><br /><br /><strong><font color="#993366">Donne in regalo<br /></font>24&nbsp;febbraio 2009</strong>: Berlusconi e Sarkozy, conferenza stampa a durante il vertice italo-francese che si &egrave; svolto marted&igrave; a Villa Madama. Parla il presidente francese, a un certo punto Silvio si avvicina e gli sussurra qualcosa all'orecchio. Sarkozy &egrave; imbarazzato. La misteriosa battuta suscita la curiosit&agrave; dei media francesi. Il giorno dopo Canal + traduce il labiale di Berlusconi, ricostruendo le esatte parole. &quot;Moi je t'ai donn&eacute; la tua donna&quot;, avrebbe detto il Cavaliere mischiando le due lingue.<br />Scrive La Repubblica: &quot;L'allusione all'italianit&agrave; di Carla Bruni come fosse un bene da esportazione non &egrave; evidentemente piaciuta a Sarkozy. E neppure ai presentatori francesi che hanno costruito sulla gaffe una serie di ironie, assegnando a Berlusconi 'l'Oscar della volgarit&agrave;'.&quot;.<br />Le parlamentari del Pd Anna Paola Concia e Donata Gottardi hanno deciso di sporgere denuncia contro il presidente del Consiglio per i suoi ripetuti riferimenti allusivi &quot;di disprezzo&quot; nei confronti delle donne.<br />Spiegano le due deputate: &quot;Denunciamo Silvio Berlusconi, in qualit&agrave; di presidente del Consiglio dei ministri italiano, alla Corte europea di Strasburgo per violazione degli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, a causa delle continue e ripetute dichiarazioni di disprezzo sulla vita e la dignit&agrave; delle donne. In Italia, a causa del Lodo Alfano, non &egrave; possibile denunciare il presidente del Consiglio alla magistratura&quot;.<br />Berlusconi si giustifica: non ho detto 'donna', ho detto 'Sorbona'.<br /><br /><br /><font color="#993366"><strong>Un soldato per ogni donna<br /></strong><font color="#000000"><strong>25 gennaio 2009</strong>: Berlusconi ironizza di fronte all'ennesimo stupro: &quot;Servono tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, non ce la faremmo mai...&quot;.<br />All'indignazione generale, risponde: &quot;Il mio era un complimento alle ragazze italiane che sono alcuni milioni, io penso che in ogni occasione serva sempre il senso della leggerezza e dell'umorismo&quot;. Della seria: era meglio se stava zitto...<br /><br /><br /></font><strong>L&rsquo;abbronzatura di Obama</strong></font><br /><strong>6 novembre 2008</strong>: Mosca, conferenza stampa congiunta con il presidente russo Dmitri Medvedev, al termine del vertice intergovernativo a Mosca. Berlusconi si dice convinto che Obama abbia tutto per andare d&rsquo;accordo con Medvedev perch&eacute; &laquo;&egrave; bello, giovane e abbronzato&raquo;.<br />Una battuta sul colore della pelle che rimbalza in tutto il mondo, ma che il premier si affretta a difendere. Era solo &laquo;un complimento&raquo;, una &laquo;assoluta carineria&raquo; dice il Cavaliere, che non si limita all&rsquo;autodifesa. &laquo;Veramente c&rsquo;&egrave; qualcuno che pensa che non sia stata una carineria? Se scendono in campo gli imbecilli, siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli&raquo;.<br />Qualcuno insiste sulla gaffe? Il Cavaliere perde la pazienza: &laquo;Come si fa a prendere un grande complimento come una cosa negativa? Ma che vadano a... Se hanno anche il torto di non avere sense of humor, peggio per loro&raquo;. Di fronte alle critiche che non si sopiscono, Berlusconi contrattacca assegnando la &laquo;laurea del coglione&raquo; a chi, come il Pd, ha sparato a zero su quel suo &laquo;abbronzato&raquo;.<br /><br />Venerd&igrave; 7, al termine della conferenza stampa di Bruxelles per illustrare le decisioni del Consiglio Ue straordinario, un giornalista dell'agenzia statunitense Bloomberg prende la parola e chiede testualmente a Berlusconi: &quot;Presidente si rende conto che il suo commento su Obama &egrave; offensivo negli Stati Uniti? Perch&eacute; non chiede scusa?&quot;<br />Il premier in un primo momento risponde: &quot;Mi fa piacere che ti sei messo anche tu nella lista di quelli che ho definito ieri... bene&quot;. (la lista &egrave; quella di gioved&igrave;, quella degli &quot;imbecilli&quot; ndr).<br />Alle insistenze del cronista sulle scuse da chiedere, il capo del governo italiano abbandona la conferenza stampa e replica: &quot;Perch&eacute;? ma dai, per favore... chiedi scusa tu all'Italia&quot;.<br /><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><br />Il <a href="http://it.youtube.com/watch?v=4vZeb4eMPKA" target="_blank"><strong><font color="#993366">video</font></strong></a> su You Tube della conferenza stampa di Mosca<br /><br />Il <strong><font color="#993366"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=q9SuN__AwnQ" target="_blank">video</a></font></strong> su You Tube della conferenza stampa di Bruxelles<br /><br />Le reazioni della stampa internazionale:<br /><strong><font color="#993366"><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=10959&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">Il Messaggero</a></font></strong>: Berlusconi-Obama, sarcasmo e pregiudizio sulle tv Usa<br /><br /><a href="http://www.iht.com/articles/reuters/2008/11/06/europe/OUKWD-UK-USA-ELECTION-BERLUSCONI.php" target="_blank">L&rsquo;International Herald Tribune</a><br /><br /><br /><strong><font color="#993366">Berlusconi femminista</font></strong><br /><strong>Aprile 2008</strong>: Spagna, il governo Zapatero ha una forte presenza femminile, ben nove ministri donna. E Berlusconi che fa? Se ne esce con questa frase &laquo;il presidente del consiglio se l&rsquo;&egrave; voluta e ora dovr&agrave; domarle&hellip;&raquo;.<br />Lui dir&agrave; che era una battuta, ma per tutta Europa si tratta della prima gaffe internazionale del Berlusconi Terzo. Una gaffe che ha provocato la reazione delle ministre spagnole.<br />La titolare delle Infrastrutture, la socialista andalusa Magdalena Alvarez, ha detto di ritenere che le parole di Berlusconi siano &laquo;un&rsquo;offesa&raquo; per tutti i cittadini. &laquo;Probabilmente -ha detto ancora a proposito del leader del centrodestra italiano- non avr&agrave; mai questo problema, perch&eacute; molte donne non vorrebbero lavorare con un politico che pensa questo delle donne. In molte di noi non entreremmo mai in un governo presieduto da Berlusconi&raquo;.<br /><br /><strong><font color="#993366"><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/berlusconi_putin_225.jpg" border="0" alt="berlusconi_putin_225" hspace="5" vspace="5" width="225" height="123" align="left" />Per una stampa libera e democratica</font></strong><br /><strong>Aprile 2008:</strong> nella conferenza stampa congiunta tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi, una cronista russa, Natalia Melikova, domanda al leader russo se siano vere le indiscrezioni sulla sua relazione con una ex olimpionica di ginnastica artistica. Prima che Putin &ndash;visibilmente contrariato- rispondesse , Silvio Berlusconi sorridente mima con le mani un mitra indirizzato verso la giornalista. Putin se ne accorge e annuisce. <br />La giornalista russa scoppia a piangere. In Russia negli ultimi dieci anni sono morti pi&ugrave; di 200 giornalisti e quasi mai si sono trovati gli assassini.<br /><br /><font color="#993366"><strong>Caio Silvio Berlusconi</strong></font><br /><strong>6 aprile 2008:</strong> &quot;Il mio latino &eacute; abbastanza buono: credo che potrei anche andare a pranzo con Giulio Cesare&quot; (Silvio Berlusconi alla Bbc)<br /><br />&quot;Simul stabunt, simul cadunt&quot; (Silvio Berlusconi, 21 novembre 1997. Ma il futuro del latino &quot;cadere&quot; &egrave; &quot;cadent&quot;). <br /><br />&quot;La storia ci insegna che 'senatores probi viri'... e non dico il resto&quot; (Silvio Berlusconi, Ansa, 19 marzo 2003. Purtroppo il detto latino &egrave; &quot;senatores boni viri, Senatus mala bestia&quot;). <br /><br /><strong><font color="#993366">Mi sposo un miliardario</font></strong><br /><strong>Marzo 2008:</strong> il Cavaliere offre un &ldquo;consiglio da padre&rdquo; in tv, su Rai2, a Perla Pavoncello giovane e carina precaria: &laquo;Contro la precariet&agrave;? Cerchi di sposare il figlio di Berlusconi, o qualcun altro del genere milionario, con quel sorriso se lo pu&ograve; permettere...&raquo;.<br />Una battuta galante&hellip;<br /><br /><strong><font color="#993366">Rispetto dell&rsquo;elettorato</font></strong><br /><strong>Aprile 2006:</strong> &quot;Ho troppa stima per gli italiani da pensare che ci siano in giro cos&igrave; tanti coglioni che voteranno contro i loro interessi&quot; (Silvio Berlusconi, commentando la proposta della Cdl di abolire l'Ici sulla prima casa in caso di vittoria elettorale)<br /><br /><strong><font color="#993366">Sindrome cinese</font></strong><br /><strong>Marzo 2006:</strong> &quot;Mi accusano di aver detto pi&ugrave; volte che i comunisti mangiano i bambini: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi&quot; (Silvio Berlusconi durante un comizio elettorale a Napoli.<br /><br /><strong><font color="#993366">Romolo e Remolo</font></strong><br /><strong>Marzo 2006</strong>: al vertice della NATO vicino Roma, Berlusconi racconta la storia della fondazione di Roma, ad opera di Romolo e &lsquo;Remolo&rsquo;<br />L&rsquo;esilarante <a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-9123706897913973241" target="_blank"><strong>video</strong></a> su You Tube<br /><br /><strong><font color="#993366">Fioretti elettorali</font></strong><br /><strong>Gennaio 2006:</strong> Berlusconi promette di astenersi dal sesso fino alle elezioni generali di aprile. &quot;Grazie Padre Massimiliano&quot; dice ad un predicatore televisivo che lo ha elogiato per la difesa dei valori della famiglia . &quot;Cercher&ograve; di non deluderla e le prometto due mesi e mezzo di completa astinenza sessuale fino al 9 aprile&quot;.<br /><br /><strong><font color="#993366">Berlusconi e San Paolo<br /></font>11 gennaio 2006</strong>: &quot;Paolo di Tarso era un grande filosofo greco&quot; (Silvio Berlusconi a &quot;Porta a Porta&quot;, in realt&agrave; San Paolo era un ebreo nato in Cilicia). <br /><br /><strong><font color="#993366">Alla faccia della crisi<br /></font>Agosto 2005</strong>: &quot;Neanche l'economia va cos&igrave; male. Dalla mia villa ho una vista panoramica che si distingue anche quest'anno per i numerosi yacht... Nessuno pu&ograve; vantare pi&ugrave; cellulari, pi&ugrave; automobili, pi&ugrave; televisioni degli italiani. Sapete quante delle nostre donne possono permettersi dei trattamenti di bellezza?&rdquo; (Silvio Berlusconi in un'intervista a &quot;La Stampa&quot;)<br /><br /><strong><font color="#993366">Berlusconi playboy</font></strong><br /><strong>Giugno 2005</strong>: Berlusconi dichiara di aver usato il suo charme maschile per persuadere il presidente finlandese, Tarja Halonen, a lasciar cadere la richiesta del Paese di ospitare la nuova Authority europea sulla sicurezza alimentare.<br />&quot;Ho dovuto ricorrere alle mie capacit&agrave; di playboy, anche se era da un po' che non le usavo&quot; dice. Protesta ufficiale dell'ambasciatore finlandese.<br /><br /><font color="#993366"><strong>Leggende metropolitane<br /></strong><font color="#000000"><strong>Dicembre 2003</strong>: Alla conferenza stampa di fine anno, Berlusconi supera se stesso: &ldquo;Il conflitto d&rsquo;interessi &egrave; una leggenda metropolitana...<br /><br /><strong><font color="#993366">Berlusconi vede lontano<br /></font>Novembre 2003</strong>: Berlusconi comunica: &laquo;La situazione in Iraq sta migliorando molto. Ormai l&rsquo;Iraq sta andando verso la normalit&agrave; e la democrazia&raquo;.<br />Pochi giorni dopo, a Nassiriya, la guerriglia irachena fa strage di carabinieri italiani.<br /><br /><font color="#993366"><strong>Antifascisti in vacanza (coll&rsquo;olio di ricino e il manganello)</strong></font><br /><strong>Settembre 2003</strong>: Intervista a puntate a due giornalisti dello Spectator. Berlusconi afferma che i giudici italiani sono &laquo;matti, mentalmente disturbati, antropologicamente estranei alla razza umana&raquo;; che Montanelli e Biagi l&rsquo;hanno criticano perch&eacute; &laquo;sono invidiosi di me&raquo;; e che &laquo;Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino&raquo;.<br />Il presidente della Repubblica Ciampi esprime &laquo;piena fiducia nella magistratura&raquo;, ricorda gli orrori del fascismo e rammenta che la Repubblica &egrave; nata dalla Resistenza.<br /><br /><strong><font color="#993366">L&rsquo;alto concetto delle donne</font></strong><br /><strong>Settembre 2003</strong>: Berlusconi parla a Wall Street e invita a investire in Italia dove &laquo;non ci sono pi&ugrave; comunisti&raquo;, ma in compenso &laquo;abbiamo segretarie bellissime&raquo;.<br /><br /><strong><font color="#993366">Un baciamano islamico</font></strong><br /><strong>Agosto 2003</strong>: Berlusconi partecipa alle nozze del figlio del premier turco e si produce in un baciamano della sposa che, essendo musulmana, &egrave; coperta di veli e non pu&ograve; essere neppure sfiorata. Imbarazzo ad Ankara.<br /><br /><strong><font color="#993366">Mitica: il kap&ograve; del Parlamento Europeo</font></strong><br /><strong>2 Luglio 2003:</strong> &quot;Signor Schulz, so che in Italia c'&egrave; un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La proporr&ograve; nel ruolo di kap&ograve;. Sarebbe perfetto&quot; dice Berlusconi al presidente del gruppo del Partito socialista europeo, il tedesco Martin Schulz che l'aveva criticato nel corso della presentazione della presidenza italiana dell'UE di fronte al parlamento europeo.<br />Il <a href="http://it.youtube.com/watch?v=-9qtLI_tkeM" target="_blank"><strong>video</strong></a> su You Tube<br /></font><br /></font><font color="#000000"><strong><font color="#993366">In fondo, cosa sar&agrave; mai la Costituzione?</font></strong><br /><strong>Giugno 2003:</strong> &quot;Tutti i cittadini sono uguali (davanti alla legge) ma forse il sottoscritto &egrave; un po' pi&ugrave; uguale degli altri, visto che il 50 % degli italiani gli ha dato la responsabilit&agrave; di governare il Paese&quot; dice in un'udienza del processo per corruzione a Milano.<br /><br /><strong><font color="#993366">Vita da cani</font></strong><br /><strong>Maggio 2003:</strong> &quot;Ho una barca, ma negli ultimi due anni l'ho usata una sola volta per riportare la mia famiglia a casa. E non vado pi&ugrave; nella mia casa alle Bermuda da circa due o tre anni... La mia vita &egrave; cambiata, la qualit&agrave; &egrave; diventata terribile. Che lavoro tremendo&quot; dice in un'intervista al New York Times.<br /><br /><strong><font color="#993366">Furbizie e legalit&agrave;</font></strong><br /><strong><font color="#000000">Dicembre 2002:</font></strong> &quot;I pi&ugrave; svegli riusciranno sicuramente a trovare un secondo lavoro, anche non regolare&quot; dice Berlusconi, incoraggiando i lavoratori licenziati della Fiat a cercare un lavoro in nero.<br /><br /><strong><font color="#993366">Il triangolo</font></strong><br /><strong>Ottobre 2002:</strong> &quot;Rasmussen non &egrave; solo un grande collega, ma anche il primo ministro pi&ugrave; bello d'Europa&quot; ha detto Berlusconi della sua controparte danese, Anders Fogh Rasmussen, in una conferenza stampa congiunta. &quot;E' cos&igrave; bello che sto addirittura pensando di presentarlo a mia moglie&quot;, riferendosi ad un pettegolezzo secondo cui sua moglie aveva una relazione extraconiugale.<br /><br /><strong><font color="#993366">I morti non parlano</font></strong><br /><strong>Settembre 2002:</strong> &quot;In certi casi i pedal&ograve; sono utili. Nessuno (dei cadaveri, ndr) si &egrave; lamentato&quot; ha risposto alla domanda sul perch&eacute; la polizia avesse usato delle imbarcazioni a pedali per recuperare gli immigrati affogati.<br /><br /><strong><font color="#993366"><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/berlusca_corna_200.jpg" border="0" alt="berlusca_corna_200" hspace="5" vspace="5" width="200" height="157" align="left" />Memorabile: foto con corna</font></strong><br /><strong>Febbraio 2002</strong>: durante una fotografia di gruppo, al termine di un vertice informale dell'Ue in Spagna, Berlusconi fa le corna dietro la testa di Josep Pique, ministro degli Esteri spagnolo.<br /><br /><strong><font color="#993366">Regolamento di conti</font></strong><br /><strong>21 aprile 2001</strong>: Silvio Berlusconi sull'omicidio di Massimo D'Antona: il caso del consulente del ministero del Lavoro ucciso a Roma nel 2000 dalle Brigate Rosse, viene definito &quot;un regolamento di conti interno alla sinistra&quot;.<br /><br /><strong><font color="#993366">Sedute spiritiche</font></strong><br /><strong>7 Ottobre 2000:</strong> Nella trasmissione Porta a Porta, Berlusconi annuncia la sua ferma intenzione di andare a incontrare e abbracciare il pap&agrave; dei fratelli Cervi. Bertinotti lo guarda basito e sconsolato, ricordandogli che Alcide Cervi &egrave; morto da molti anni.<br />Guarda la gaffe su <a href="http://it.youtube.com/watch?v=iBf8AieUsV4&amp;feature=related" target="_blank"><strong>You Tube</strong></a>.<br /><br /><strong><font color="#993366">Napoleone De Gaulle o Charles Bonaparte?</font><br />13 dicembre 1994:</strong> &quot;L'intendenza seguir&agrave;, come disse De Gaulle&quot; (Silvio Berlusconi durante l'interrogatorio davanti al pool di Milano, 13 dicembre 1994. Peccato che il motto fosse di Napoleone Bonaparte).</font></p>]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/berlusconi">berlusconi</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/grazie_silvio.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 21:52:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Niente paura]]></title>
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<description><![CDATA[<p><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/matteoriccitreville_099_387.jpg" border="0" alt="matteo_ricci" hspace="5" vspace="5" width="387" height="259" align="left" />Ma c&rsquo;&egrave; ancora speranza per il PD? E <strong>la speranza da che cosa &egrave; data</strong>? Dall&rsquo;elezione di un nuovo segretario? Dal cambiamento di linea politica? Dalle personalit&agrave; nuove che emergono sul territorio? Da un risultato positivo alle prossime elezioni amministrative ed europee?<br /><br />Il PD l&rsquo;ho vissuto per pi&ugrave; di un anno da un osservatorio privilegiato: lavorando in direzione nazionale nello staff di <font color="#993366"><strong>Walter Veltroni</strong></font>. E da Roma ho spesso rivolto lo sguardo alla mia zona, la provincia di Pesaro Urbino, con la curiosit&agrave; di chi, pur non vivendo l&igrave;, coglie -proprio da dove &egrave; partito- quei fermenti, quegli stimoli di cui il PD ha bisogno.<br /><br />C&rsquo;&egrave; un giovane protagonista della vita politica provinciale che forse non ha avuto le luci della ribalta che s&rsquo;&egrave; meritato Renzi a Firenze, ma che rappresenta a mio avviso quelle tensioni, quello spirito di novit&agrave; e di impegno che furono prima del Lingotto, poi delle primarie dell&rsquo;ottobre 2007. <strong><font color="#800080">Matteo Ricci</font></strong> ha 34 anni, &egrave; il segretario della Federazione del Partito Democratico di Pesaro Urbino, ed &egrave; candidato alla <strong>presidenza dell&rsquo;Amministrazione provinciale</strong>.<br /><br />E&rsquo; uno che viene dalla gavetta? S&igrave; e no. S&igrave;, perch&eacute; s&rsquo;&egrave; fatto da solo, cresciuto alla &lsquo;scuola&rsquo; politica del senatore <strong><font color="#800080">Palmiro Ucchielli</font></strong>, uno dei pochi dirigenti politici che, con lungimiranza, ha fatto crescere una vera classe dirigente, senza soffocarla. No, perch&eacute; non &egrave; il classico funzionario di partito che vive solo nelle stanze delle riunioni.<br /><br /><strong>Oggi il Pd di Pesaro e Urbino &egrave; uno dei pi&ugrave; giovani d&rsquo;Italia</strong>, sia per et&agrave; sia per innovazione. La formula della Festa Democratica in centro storico &ndash;tanto per citare un esempio- &egrave; una creatura pesarese, ideata da Ricci e corroborata dalla capacit&agrave; organizzativa e creativa di <strong><font color="#800080">Marco Marchetti</font></strong>, il responsabile dell&rsquo;Organizzazione del partito.<br /><br />Matteo Ricci incarna quelle qualit&agrave; che il PD dovrebbe avere per attrarre consenso e far s&igrave; che il partito metta solide radici nel territorio. E non grazie a una prassi politica dove dominano il nepotismo, il clientelismo, il familismo, ma in forza di un progetto innovatore e riformista che rifugge l&rsquo;urlo della piazza o l&rsquo;indignazione di chi deve preoccuparsi soltanto di avere un pugno di voti in pi&ugrave;, poich&eacute; l&rsquo;obbiettivo vero &egrave; quello del governo della cosa pubblica, fatto in nome di <strong>un interesse generale che non soffochi le individualit&agrave;, ma anzi esalti i talenti di cui ciascuno &egrave; dotato e li faccia crescere, li valorizzi.<br /><br /></strong>Matteo ha scelto per la sua campagna elettorale una formula semplice e forte: <strong>girare il territorio, comune per comune</strong> (e nella piccola provincia marchigiana di comuni ce ne sono ben 67), a volte quartiere per quartiere, ha incontrato imprenditori, amministratori, lavoratori delle fabbriche, cittadini comuni. Sta facendo un discorso nuovo che piace e convince.<br /><br />Nel sito <a href="http://www.matteoricci.org" target="_blank">www.matteoricci.org</a> &egrave; documentato l&rsquo;intenso lavoro avviato, e gli slogan scelti per spiegare il senso di questa storia politica ben testimoniano la novit&agrave; di un messaggio che non &egrave; legato ai vecchi schemi della politica. &ldquo;<font color="#800080"><strong>Niente paura</strong></font>&rdquo; ci dice Matteo.<br />Niente paura perch&eacute; &egrave; con la fiducia nel futuro che si governa, che si cresce. Niente paura, perch&eacute; di fronte alle insicurezze quotidiane &ndash;da quelle economiche a quelle delle libert&agrave; individuali- la risposta non pu&ograve; essere barricarsi in casa, ma ritrovare la voglia del fare e del pensare sentendo che si appartiene a una comunit&agrave; solidale, dove ciascuno riconosce l&rsquo;altro per ci&ograve; che &egrave;, non per la tessera di partito che ha in tasca o per il conto corrente in banca.<br /><br />Questo spirito credo che sia in sintonia con una terra, quella di Pesaro Urbino, un po&rsquo; Romagna e un po&rsquo; Marche, che ha fatto dell&rsquo;<strong>ottimismo</strong> e dell&rsquo;<strong>appartenenza</strong> le sue armi vincenti. Attenzione: non l&rsquo;ottimismo superficiale e presuntuoso di chi si sente il primo della classe, ma quello umile, e modesto, di chi sa guardare avanti e di chi sa mettersi in gioco; e non l&rsquo;appartenenza come cifra di chiusura verso chi non &egrave; della comunit&agrave;, ma come condivisione di valori, primi fra tutti la libert&agrave;, la tolleranza, l&rsquo;integrazione e il rispetto di chi &egrave; straniero, l&rsquo;apertura a nuove strade e nuove idee.<br /><br />La lezione che il PD nazionale pu&ograve; trarre da questa piccola ma significativa esperienza, l&rsquo;ha spiegata lo stesso Ricci in una intervista rilasciata al <strong><a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/pesaro/2009/02/18/152438-vero_partito_democratico.shtml" target="_blank">Resto del Carlino</a></strong> lo scorso 18 febbraio. &ldquo;<font color="#993366">'Il Pd nazionale</font> &ndash;ha dichiarato Ricci- <font color="#993366">deve assomigliare molto di pi&ugrave; al Pd pesarese per ottenere risultati positivi (&hellip;) qui siamo riusciti a fare quello che a Roma non riescono; il Pd &egrave; unito; l&rsquo;alleanza di centrosinistra si far&agrave;; otteniamo riscontri positivi anche da un settore dell&rsquo;elettorato che alle politiche vota centro destra</font>&rdquo;.<br />E ancora: &ldquo;<font color="#993366">Sto incontrando tanta gente nel mio tour e recepisco il riconoscimento di una tradizione di buongoverno locale e, soprattutto, la conferma che il nostro gruppo dirigente ed il nostro progetto hanno grande credibilit&agrave;</font>&rdquo;.</p>]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/pesaro">pesaro</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/urbino">urbino</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/ricci+matteo">ricci matteo</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/provincia">provincia</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/pd">pd</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
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<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 23:35:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[Sei stata violentata? Carcere e frustate in nome di Allah]]></title>
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<description><![CDATA[<p><font color="#993366"><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/giornaledibordo/blog/arabia_saudita_donna__314.jpg" border="0" alt="arabia_saudita_donna__314" hspace="6" vspace="6" width="314" height="236" align="left" />Violenza sessuale e pena di morte: un abbinamento delitto-pena molto diffuso nei paesi islamici. Eppure la pena capitale -prevista per una lunga serie di casi (dalla conversione religiosa alla stregoneria, dalla omosessualit&agrave; all'omicidio...) riservata agli aggressori, non salva la vittima n&eacute; dagli aggressori n&eacute; dalla giustizia coranica.<br />L'episodio lo racconta un articolo pubblicato il 14 febbraio 2009 dall'agenzia di stampa Asia News. A Jeddah, in Arabia Saudita,&nbsp;una donna &egrave; stata violentata dal 'branco'. Eppure in carcere &egrave; finita lei, condannata -oltre che alla reclusione- anche a cento frustate. Secondo il giudice -che ha applicato la legge islamica- la donna &egrave; colpevole di adulterio e di aver accettato un passaggio in macchina da uno sconosciuto. In seguito allo stupro &egrave; rimasta incinta e continuer&agrave; la gravidanza in carcere. Le cento frustate le saranno inferte dopo la nascita del bambino.<br />A margine osservo che la difesa della maternit&agrave; &egrave; curiosamente uno standard di teocrazie e dittature: &egrave; rimasta nella mia memoria di ragazzo una delle ultime condanne a morte comminate dal generalissimo Francisco Franco, nella Spagna pre-democratica. Riguardava una giovane 'terrorista', incinta. La gravidanza fu portata al termine, il parto si concluse felicemente, e la madre fu impiccata.<br /></font><strong><font color="#cc99ff"><br />* * * * * * * * * * * *</font></strong><br /><br /><strong>Jeddah (AsiaNews/Agenzie)-</strong> Vittima di una violenza carnale in seguito alla quale &egrave; rimasta incinta, una <strong><font color="#800080">donna saudita di 23 anni &egrave; stata condannata a un anno di galera e a 100 frustate</font></strong>. A darne notizia &egrave; il quotidiano saudita <em>Saudi Gazette</em>, secondo il quale il giudice ha punito la donna perch&eacute; colpevole di &ldquo;adulterio&rdquo;, avendo accettato &ldquo;un passaggio in macchina da uno sconosciuto&rdquo;. L&rsquo;uomo ha abusato di lei tutta la notte insieme ad alcuni amici.<br /><br />La Corte del distretto di Jeddah ha emesso la sentenza dopo che la donna, nubile, ha &ldquo;confessato di aver avuto un rapporto sessuale forzoso con un uomo che le ha offerto un passaggio&rdquo;. Secondo il racconto della giovane, egli l&rsquo;ha condotta in una casa di riposo a est di Jeddah e, <font color="#800080"><strong>insieme ad altri quattro amici, ha abusato di lei per tutta la notte.<br /></strong></font><br />In seguito allo stupro la donna &egrave; rimasta incinta; quando si &egrave; recata all&rsquo;ospedale militare King Fahd Hospital per abortire era gi&agrave; di otto settimane. <font color="#800080"><strong>Secondo il giudice la donna &egrave; colpevole di &ldquo;adulterio&rdquo; &ndash; pur non essendo sposata &ndash; ed &egrave; stata condannata a un anno di prigione</strong></font>.<br /><br /><strong>Le cento frustate verranno scontate al termine della gravidanza</strong>; il nascituro prender&agrave; il cognome della madre.<br /><strong><font color="#800080">In Arabia Saudita alle donne non &egrave; permesso guidare e possono andare in macchina solo se accompagnate dal marito o da un familiare</font></strong>. Nei giorni scorsi la principessa saudita Amira al-Tawil, moglie del principe Al Walid Bin Talal, aveva rivendicato il diritto di guidare per tutte le donne del Paese.<br /><br /><a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;size=A" target="_blank"><strong>Il sito dell'agezia Asia News</strong></a></p>]]></description>
<category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/islam">islam</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/violenza+sessuale">violenza sessuale</category><category domain="http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/tag/donne">donne</category>
<author><![CDATA[giovibelf]]></author>
<comments>http://giornaledibordo.leonardo.it/blog/sei_stata_violentata_carcere_e_frustate_in_nome_di_allah_2.html#leggiCommenti</comments>
<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 12:37:00 GMT</pubDate>
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